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sport è da sempre praticato per lo sviluppo fisico
e mentale dell’individuo: attraverso tale attività
vengono infatti superate paure, stress, ansie, si acquisisce
sicurezza in se stessi migliorando l’aggregazione e
la programmazione delle attività e degli allenamenti:
stimola la voglia di fare e la competizione, migliora e consolida
il lavoro di gruppo.
Purtroppo nella maggior parte dei casi però emerge
che parte degli atleti disabili viene esclusa dalla pratica
sportiva ed in particolare dall’integrazione.
A tal proposito A.N.I.R.E. si fa promotrice di un’attività
ludico sportiva per persone disabili o presentanti vari disagi
sociali, in virtù del suo statuto riconosciuto con
D.P.R. 08/luglio/1986 dal Capo dello Stato. Questo programma
ludico sportivo prende il nome dall’omonimo premio “Ales
Equus”, che viene dato con cadenza annuale
ad alte cariche dello Stato, Enti ed Autorità per il
loro impegno verso A.N.I.R.E. :
- Sorella Emanuela Setti Carraro Dalla Chiesa
- Capo di Stato Maggiore
- Ente Fiera di Verona
- U.N.I.R.E.
- F.I.S.E.
A.N.I.R.E., a differenza di altre Federazioni Sportive ed
Associazioni che si occupano di sport “disabili tra
disabili”, ha promosso un settore sportivo che vede
complici nella competizione e nell’allenamento disabili
e normodotati.
Questa dimostrazione di lavoro in piano quindi mette in
evidenza la possibilità di favorire una reale integrazione
sociale in quanto “esiste integrazione soltanto
se si partecipa alla vita di tutti”.
I cavalieri interessati in questa esercitazione provengono
dai Centri di Rieducazione Equestre “Conca d’Oro“
di Messina, dove si è svolto un progetto di ippoterapia
finanziato dalla Provincia Regionale e dall’Associazione
Onlus “Proxima” di Furnari dove si svolgono attività
mediate dal cavallo proprio in seno alla rieducazione, riabilitazione
e attività ludico sportiva con personale specializzato
fornito dall’Associazione Sportiva Conca d’Oro.
Sono stati coinvolti anche degli atleti che stanno frequentando
un corso di formazione professionale presso il CE.FO.P.
I nostri cavalieri hanno dimostrato e dimostrano tutt’ora
di essere capaci di accudire il nobile animale in tutte le
situazioni, dal governo della mano, ovvero tutte le attività
che permettono la pulizia del cavallo e della scuderia, alla
cura del materiale di selleria; dalla bardatura agli allenamenti
veri e propri. |
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Il poter gestire un cavallo nel lavoro in
piano dimostra come attraverso un lavoro fatto di pazienza
e fiducia, i cavalieri Ales Equus possano divenire autonomi
e quindi realmente capaci di vivere le esperienze di tutti.
La figura del cavallo sportivo è importante dunque
in quanto ricopre diverse sfaccettature: dall’amico
che deve essere accudito, pulito, governato all’atleta
che va sempre controllato, direzionato, rallentato o spronato,
attività queste che stimolano l’attenzione ed
il controllo degli impulsi nel cavaliere.

L’esperienza quotidiana che si vive in questi maneggi
sopra menzionati è la reale condivisione degli allenamenti,
dei sacrifici e delle gioie che l’andare a cavallo stimola,
evidenziando con mezzi lampanti l’importanza della componente
relazionale che si stabilisce tra la persona ed il cavallo
che arricchisce e dà una marcia in più all’intervento
terapeutico.
Si ringraziano tutte le persone che si sono prodigate allo
svolgimento di questa importante esperienza che mai era stata
fatta in precedenza:
Paola Paratore
Giovanni Liotta
Giorgia Perugini
Matteo Allone
Antonella La Torre
Alfio Sciuto
Cristina Bertolone
Patrizia D’Anna
Un ringraziamento particolare al nostro Presidente del Comitato
Regionale F.I.S.E. Sicilia, Pierfrancesco Matarazzo, che ha
concesso ai nostri cavalieri di potersi allenare durante lo
svolgimento di un concorso di salto ad ostacoli e che si dimostra
sempre sensibile in tutte le circostanze.
Gianluca Paratore
Delegato Regionale Sicilia A.N.I.R.E.
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